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La formazione senza pratica strutturata è solo un certificato di incompetenza

La formazione standard insegna il software. Non insegna a lavorare

La formazione è l’attività per la quale la maggior parte delle implementazioni software inizia a fallire. Pochi lo sanno, perché il fallimento non è evidente subito.

Ecco cosa succede (segui bene la sequenza): I tuoi collaboratori seguono un percorso di formazione base di n giorni sul nuovo ERP. È in aula. Fastidiosa. Il formatore mostra screenshot. I partecipanti prendono appunti (che non leggeranno più). A fine giorno sono stanchi. Tornano al lavoro. Dimenticano il 70% di quello che hanno sentito.

Una settimana dopo il sistema diventa operativo. Le persone non sanno usarlo. Provano a usarlo come usavano il sistema vecchio, o Excel. Quando scoprono che non funziona così, chiamano il consulente. Il consulente risolve. Questo accade 100 volte nei primi due mesi.

Nel frattempo, il tuo dato è sporco. Perché è stato inserito con logica sbagliata. I tuoi processi non funzionano. Perché la gente aggira il sistema. Il tuo ROI non arriva. Perché nessuno usa davvero il sistema, lo fanno formalmente.

Alla fine, il sistema “non funziona”. Ma il problema non era il sistema. Era la formazione.

Perché la formazione standard fallisce

La formazione tradizionale è lezione asincrona. Qualcuno parla, altri ascoltano. È il metodo più vecchio… e il meno efficace.

Specificamente:

  1. Il docente spiega il sistema in generale. Ma il tuo operatore ha bisogno di sapere come il sistema risolve il suo lavoro specifico. Non come funziona il modulo di vendita in generale. Come inserisco un ordine cliente e cosa succede dopo nel mio contesto specifico.
  2. Nessuna pratica reale. Il docente mostra, tu guardi. Quando devi fare, non sai. È come imparare a guidare guardando il istruttore al volante. Non funziona.
  3. Nessun feedback. Se sbagli durante la lezione, nessuno te lo dice al momento. Scopri dopo, quando il danno è fatto.

Come la formazione dovrebbe funzionare

Dovrebbe funzionare così: ogni persona in sessione one-to-one, con il suo lavoro vero, sul sistema vero, con qualcuno che guarda, corregge, e poi test strutturato.

Non è efficiente. Ma è efficace.

Concretamente:

Giorno uno (mattina): L’operatore delle vendite siede davanti al sistema. Ha 5 ordini clienti veri che deve processare. Non simulati, veri. Accanto a lui c’è un superuser (o il formatore) che lo guida. “Accedi così. Vai al modulo ordini. Crea un nuovo ordine. Inserisci questi dati.”

Lui lo fa. Se sbaglia, il superuser lo ferma e spiega il perché. Non passa al successivo ordine finché non ha capito. Ci mette due ore per 5 ordini. Non è efficiente. Ma l’operatore delle vendite saprà fare 5 ordini.

Giorno uno (pomeriggio): Ricevi 10 ordini nuovi (veri). L’operatore delle vendite li processa da solo. Il superuser osserva, non interviene. Se sbaglia, lascia che sbagli, poi gli mostra l’errore. È il momento nel quale si impara davvero. Fallimento + feedback = apprendimento.

Giorno due: Test strutturato. Ti diamo 20 ordini, cinque con caratteristiche complicate. Devi processarli tutti correttamente. Se ce la fai, sei pronto. Se no, ripartiamo. Non c’è certificato al termine, c’è (solo?) competenza verificata.

Il costo della formazione sbagliata

Una formazione generica che non è seguita da pratica reale costa moltissimo in operazioni sporche.

Un magazziniere che non sa usare il WMS usa il sistema perché deve, ma non lo capisce. Inserisce dati male. Il tuo inventario è sbagliato. Non puoi fidarti dei numeri e quindi devi fare conteggi fisici frequenti. Il magazzino non è ottimizzato e la qualità cala.

Un responsabile produzione che non sa usare il MES davvero non può leggere i dati di produzione. Prende decisioni basate su memoria e intuito, come prima. Il sistema esiste ma non è usato ed il costo è doppio: paghi il sistema e non ne ricavi valore.

Un venditore che non sa usare il CRM non registra le chiamate, non traccia le opportunità. La tua pipeline è “invisibile”. Non sai cosa sta succedendo nelle vendite perchè il sistema è un fantasma che nessuno guarda.

La responsabilità del consulente

Un buon consulente non corre appresso alla timeline di implementazione. Va “lento” con la formazione. Verifica che le persone capiscano davvero e fa test. Non certifica finché non è sicuro che le persone sanno.

Un consulente che fa formazione generica e passa oltre in fretta alimenta il disastro che vedrai dopo.

La domanda che rivela il problema

Se i tuoi collaboratori non avessero accesso al software per una settimana, al ritorno saprebbero ancora usarlo?

Se la risposta è “no”, la formazione è stata “intrattenimento”, non educazione.

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